La tensione interna (o sollecitazione interna) è una misura delle forze di contatto esercitate tra le parti interne di un corpo continuo tridimensionale attraverso la relativa superficie di separazione. Essa è definita come la forza di contatto per unità di area, cioè è il limite del rapporto tra la forza agente e l’area della superficie su cui agisce

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Essa è una quantità vettoriale e la sua unità di misura è il Pascal (simbolo Pa). Nella pratica tecnica si fa uso più comunemente del megapascals (MPa) o del gigapascal (GPa).
Il concetto di tensione è basato sul concetto di continuo e fu introdotto attorno a 1862 da Cauchy. Esso riveste un ruolo fondamentale in tutta la meccanica del continuo in quanto caratterizza lo stato delle forze interne (sollecitazioni interne) di un corpo e, di conseguenza, il comportamento del materiale costituente il corpo, cioè come questo si deforma sotto l’azione di forze applicate.
In generale la sollecitazione dipende tanto dal punto del volume del solido in cui viene misurato quanto dalla direzione in cui viene misurata. In alcuni casi molto semplici, come in una trave prismatica caricata unicamente con una forza assiale, la sollecitazione, lontano dalle sezioni vincolate, è costante e uguale alla forza applicata diviso l’area della sezione trasversale all’asse.
Le sollecitazioni sono quindi dovute a due cause: la necessità di conservare l’equilibrio del corpo sottoposto a carichi (forze momenti) esterni e la necessità di conservare la congruenza (cioè la continuità) del corpo.
Le sollecitazioni legate all’equilibrio sono indipendenti dalle caratteristiche del materiale, dipendendo esclusivamente dalla geometria della struttura e dei carichi estermi applicati. Le sollecitazioni di congruenza, invece, si manifestano solo se la struttura è in equilibrio iperstatico o se è intrinsecamente iperstatica come nel caso dei nostri impianti che dal momento che sono integrati contraggono un vincolo indeformabile.