Il sistema protesico sotto l’azione delle forze masticatorie è soggetto alla Legge di Ante

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Come abbiamo detto , gli elementi protesici hanno delle loro caratteristiche meccaniche date dal modulo elastico e della geometria che interagiscono in senso stretto con la distanza tra gli elementi pilastro. Per cui possiamo determinare la flessione di una travata di ponte.

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Da tutto ciò consegue la necessità di seguire il concetto di Isotopia ( numero di elementi implantari tendente al numero dei denti da sostituire ) Solo in questo modo è possibile ridurre l’interasse tra i monconi beneficiando della riduzione della flessione con funzione che varia al cubo. Vanno quindi evitate riabilitazioni con esiguo numero di impianti.
In caso contrario si manifesterà più precocemente il tipico riassorbimento conoide pericervicale. Questo è la naturale espressione delle sollecitazioni trasmesse all’osso dall’impianto che contrae una reazione vincolare definita incastro.
L’incastro reagisce trasferendo alle strutture portanti (osso) sollecitazioni verticali, orizzontali e di momento flettente (forza x braccio) . Quest’ultimo è il risultato della deformazione indotta dalle forze agenti che vanno considerate nelle loro componenti vettoriali.
L’ osso è generalmente sottoposto ad un equilibrio tra processi di deposizione e riassorbimento strutturale. Questo rimodellamento avviene sicuramente in funzione delle solleciatazioni meccaniche sia per entità sia per direzione. Ogni variazione di rapporti occlusali o posturali provoca variazioni strutturali sia macro sia microscopiche. Infatti la trabecolatura, espressione della opposizione alla direzione vettoriale della forze, cambia in funzione del variare delle stesse.
In conclusione quando si inserisce un impianto endo-osseo e lo si carica, si determina una variazione della direzione dei carichi e delle tensioni che portano ad una nuova e disomogenea distribuzione delle sollecitazioni meccaniche. L’entità della risposta biologica che si verifica intorno all’impianto, è in funzione della qualità e della quantità dell’osso stesso. A maggiori superfici di interfaccia corrispondono minori valori di carico e di deformazione dell’osso perimplantare (Tab 2 -1).

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L’implantologia orale contempla la trasmissione non solo assiale delle forze masticatorie, ma anche la trasmissione laterale ( forze di taglio) che può venire esasperata nel caso di un posizionamento non assiale. Questa situazione viene completamente bypassata con l’introduzione della solidarizzazione immediata all’atto dell’intervento. La saldatrice permette un vincolo realmente indeformabile contrariamente ad altri sistemi che si avvalgono di componenti con caratteristiche meccaniche differenti fra loro e con insita possibilità di rottura da fatica degli elementi di connessione.

Ricordiamo ora la tabella dei carichi secondo la letteratura:

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Questi carichi rapportati alla sezione di appoggio degli impianti cilindrici ci portano a considerare l’entità dei carichi per cmq che possono arrivare in certe condizioni a valori molto elevati secondo la formula 2 – 3.

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Vediamo ora una comparazione tra i vari impianti alettati e quelli di forma cilindrica.
A parità di carico (80 Kg) una vite di tipo L diametro 6 mm e lunghezza lavorante di 13 mm produce un carico di 13,3 Kg/cm² ottenuti dalla formula

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Nelle stesse condizioni di carico un impianto cilindrico di diametro di 3 mm dà un risultato di 114 kg/ cm² in base alla formula

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Del resto gli impianti a cilindro, anche se arrotondati inducono eccessivi sforzi assiali all’apice dell’impianto, determinando quello che viene definito EFFETTO CHIODO.

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Consideriamo ora la tabella delle caratteristiche meccaniche dell’osso

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Appare evidente che l’unica struttura in grado di tollerare convenientemente sollecitazioni meccaniche, si rivela essere la corticale. I valori tollerati sia in compressione sia in trazione, sono molto elevati.
Questo fatto è alla base di tutta l’ortopedia che considera infatti questo tessuto l’unico degno di essere considerato come appoggio. La spugnosa come appare non ha nessuna rilevanza come elemento di sostegno meccanico.
L’osteointegrazione infatti va considerata, una volta ottenuta, come una corticalizzazione perimplantare con funzione di sostegno.
L’ impianto bifasico caricato immediatamente ha una capacità di sopportazione dei carichi molto limitata affidata principalmente alla frizione che si determina a livello della sezione di passaggio intracorticale. Da qui la proibizione di funzione completa ai pazienti operati che sono obbligati per mesi a diete semiliquide. Vedremo successivamente lo studio effettuato a proposito.