In condizioni normali l’equilibrio metabolico è facilmente e fisiologicamente naturalmente mantenuto intorno al dente che gode dell’ancoraggio mediato dalla gonfosi.

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Questa particolare articolazione senza movimenti apparenti funziona con un meccanismo estremamente sofisticato. Lo spazio paradontale è sepimentato in tante microcavità all’interno dei sistemi delle fibre di Sharpey.

All’interno di tali cavità è presente uno strato di poliglicani. Al momento del carico, l’articolazione si comporta come un ammortizzatore idraulico. Infatti i poliglicani giocano un ruolo determinante nella fisiologia essendo sottoposti ad un meccanismo di pompa bidirezionale tra lo spazio intralegamentoso e quello osseo circostante. Al momento del carico vengono sospinti nella compagine ossea da cui vengono richiamati nella fase del rilascio. La frammentazione dell’interspazio da parte delle fibre, ha come effetto una netta diminuzione del valore della tensione parietale in accordo con la legge di La Place.

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E’ evidente che la frammentazione in condizioni fisiologiche, riducendo il diametro della cavità paradontale, è elemento determinante nella riduzione dello stato tensionale che non determina quindi alterazioni in senso catabolico. Come abbiamo già detto i poliglicani giocano un ruolo importante nel sistema ammortizzante. Essi sono presenti anche intorno all’impianto. Risalgono al 1974 – 1979, i lavori del Prof. James dell’ Università di Loma Linda in cui viene analizzata l’interfaccia al microscopio elettronico. I dati ottenuti confermano il tentativo da parte dell’organismo di ricreare la funzione fisiologica dalla gonfosi intorno all’impianto.

Sono stati evidenziati complessi di microfibre con attacchi desmosomici alla superficie del titanio. Essi sono immersi in una lamina anista, formata da uno strato di poliglicani. Il tentativo di ricreare una fisiologia di difesa è naturale, vista l’entità dei carichi da lavoro ripetuti nel tempo.

I sistemi microfibrillari non hanno entità numerica ne’ direzionalità paragonabile a quelli periodontali. Soprattutto per quanto riguarda quest’ ultimo dato, vi è una una netta prevalenza ad andamenti spiraliformi. Manca inoltre del tutto il complesso circolare marginale, che è quello determinante nel contenere la fuoriuscita dei poliglicani sottoposti all’effetto pistone. Quindi la pompa dei poliglicani perimplantari presenta una terza direzione data dalla componente che affiora a livello marginale. La conferma di questo fenomeno ci viene da uno studio del Prof. Zerosi dell’Università di Pavia. In un lavoro del 1980 analizza i tessuti marginali del colletto gengivale descrivendo una alterazione citoplasmatica da lui definita “pallonite”.

 

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Nelle varie sezioni viene descritto un aumento di volume del citoplasma accompagnato da impallidimento dei nuclei fino alla scomparsa dei medesimi. Questa variazione cellulare ci permette di confermare l’affioramento della terza direzionalità della pompa dei poliglicani. Infatti è proprio il tentativo finalistico di non perdere sostanza che induce una funzione fagocitarla delle cellule marginali che in seguito all’instaurarsi di una funzione non precipua, soffrono fino alla necrosi.

Attraverso questa diagnostica indiretta è possibile comprendere la fisioistologia del perimplanto.

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FISIOINTEGRAZIONE

La visione dinamica della integrazione di un impianto, ci suggerisce quindi un concetto che supera l’osteointegrazione, che è vista di conseguenza non come un punto di arrivo ma come un passaggio intermedio nella vita di un elemento impiantare.

Possiamo perciò definire:

FISIOINTEGRAZIONE

Immissione di un presidio medico chirurgico in un organo rispettando

la fisiologia dello stesso

 

FISIOINTEGRAZIONE DI UN IMPIANTO DENTALE

Immissione di un impianto nell’osso rispettando l’equilibrio tra anabolismo e catabolismo

 

Abbiamo visto come è stato possibile comprendere la fisioistologia del complesso osseo-impianto con una diagnostica indiretta, unica possibilità fino ad ora a nostra disposizione.

Recentemente, grazie alla diagnostica nucleare, abbiamo la capacità di valutare il comportamento metabolico del tessuto osseo e dei tessuti parodontali.