INTRODUZIONE

Da molti anni sono stati introdotti trattamenti di superficie del Titanio al fine di migliorare ed accelerare la osteointegrazione. Elemento comune che accomuna le tecniche è la ricerca di ottenere la formazione di cavità superficiali che permettano un attecchimento cellulare favorevole allo sviluppo degli osteoblasti da cui dipende la neo-osteogenesi.

I trattamenti vanno dalla semplice sabbiatura fino a quelli ottenuti con laser che permettono in modo assai preciso la formazione di sedi adatte per dimensione ad accogliere le cellule. E’ evidente che la morfologia di superficie non influenza in modo metabolico tale processo.
Per questo motivo la ricerca presentata si è indirizzata invece nella direzione volta a mettere a punto un substrato che svolga una funzione di tipo biattivo.
Quindi oltre a creare un sito Cellulare adatto al LIE cellulare la superficie è stata modificata per intervenire in senso positivo sul metabolismo cellulare.
Si è ottenuta così una superficie con capacità di stimolazione sia sulle cellule osteoblastiche sia sulle mesenchimali indifferenziate.
Il trattamento introdotto e brevettato dall’autore, si basa sulla creazione di uno strato potenziato di ossido di Ti. E’ noto il fenomeno della passivazione spontanea del Ti in presenza di O2 .
E’ altrettanto noto il ruolo determinante dell’interfaccia così creatasi nel processo di integrazione.
La passivazione spontanea però non è costante nel verificarsi sia in senso geometrico sia temporale. Se non stimolata e provocata con metodo avviene in modo non uniforme e resta limitata ad un micro-strato superficiale. Con un trattamento combinato di esposizione ed immersione in un agente iperossidante sotto una forte sorgente di luce ultravioletta si è ottenuto uno strato di ossido uniforme più spesso e non alterante la geometria dei siti accoglienti le cellule.

MATERIALI E METODI

La ricerca è stata condotta in collaborazione per la parte fisica e molecolare con il Dipartimento di Scienza dei Materiali ed Ingegneria Clinica del Politecnico di Torino e per la parte biologica e cellulare con l’ Istituto Nobil Bio–ricerche di Portacomaro d’ Asti.
Sono stati presi in considerazione campioni trattati con la semplice sabbiatura, la SLA e la iperossidazione fotoattivata.
Le viti utilizzate solo il tipo L prodotte dalla Implamed.
Le caratteristiche fisiche superficiali sono state quindi analizzate mediante microscopia a scansione elettronica (SEM- EDS) e mediante spettroscopia infrarossa FTIR.