Anisotropia: caratteristica di un materiale per la quale le sue proprietà fisiche dipendono dalla direzione lungo le quali sono misurate.

Coefficiente di Poisson (n): è il rapporto tra la contrazione trasversale e l’allungamento di un’asta, costituita da un dato materiale, sollecitata a trazione.

Deformazione: si intende in generale ogni alterazione di forma o dimensioni di un corpo causata da sollecitazioni. E’ una grandezza adimensionale in quanto risulta essere il rapporto tra due quantità aventi stesse unità di misura. Si distinguono due tipi di deformazione: la deformazione e, anche detta deformazione lineare, è il rapporto tra la variazione di lunghezza di un corpo sollecitato e la sua lunghezza iniziale; la deformazione angolare g caratterizza la variazione che subisce l’angolo esistente tra due fibre di un corpo non sollecitato dopo l’applicazione di una sollecitazione.

Elasticità: di un materiale si dice che ha un comportamento elastico quando, una volta rimosso il carico con il quale stato sollecitato, ritorna nella configurazione originaria, ossia non permangono deformazioni, mentre si dice plastico un materiale in cui le deformazioni che si verificano sotto sollecitazione permangono dopo la rimozione del carico. Inoltre si dice che un materiale ha un comportamento elastico lineare quando sotto carico le deformazioni sono direttamente proporzionali alle tensioni (contrariamente al comportamento elastico non lineare).

Isotropia: caratteristica di un materiale per la quale una proprietà fisica non dipende dalla direzione lungo la quale è misurata.

Modulo di elasticità normale (E): o modulo di Young, è il rapporto tra la tensione normale di trazione (s) che si verifica in un materiale sottoposto ad una sollecitazione di trazione semplice e la deformazione e parallela alla tensione che ne deriva (in campo elastico).

Modulo di elasticità tangenziale (G): o modulo a taglio, è il rapporto tra la tensione tangenziale di taglio (t), che si verifica in un materiale sollecitato a taglio, e la deformazione angolare o scorrimento g; si ricava una volta noti E e n con la formula: G = ½ E/(1+n).

Plasticità: proprietà di un materiale per la quale un componente strutturale da esso costituito resta nella configurazione deformata anche in seguito alla rimozione del carico che l’ha determinata.

Rigidezza: è il rapporto tra un carico agente su un sistema continuo, definito geometricamente e costituito da un determinato materiale, e lo spostamento ad esso risultante.

Tensione: dal punto di vista dimensionale (N/m2 = Pa) è una forza su una superficie e rappresenta la forza interna agente su ciascuna unità di area appartenente ad una sezione di un corpo, che si oppone alla trazione, alla compressione e al taglio indotti dall’azione delle forze esterne. La tensione risultante può essere scomposta in tre componenti, una lungo la perpendicolare al piano della sezione, indicata con s e definita tensione normale a due lungo due assi tra loro ortogonali giacenti sul piano della sezione, indicate con t e definite tensioni tangenziali. Lo stato di tensione totale in un qualsiasi punto di un corpo è completamente definito da sei valori di tensione di cui tre normali e tre tangenziali.

Anche se hanno le stesse dimensioni, pressioni e tensioni sono due grandezze diverse in quanto si ha pressione su una superficie quando su di essa, definita quantitativamente da un’area, agisce una forza distribuita, mentre si parla di tensione di un corpo sollecitato esternamente quando si vuole indicare l’intensità di carico a cui è soggetto un suo punto.

Viscoelasticità: caratteristica di un materiale la cui deformazione non dipende solo dal sistema di carichi a cui è soggetto ma anche dalla loro velocità di applicazione.