Abbiamo già evidenziato quanto siano importanti le caratteristiche meccaniche degli impianti e quanto dipendano dal modulo elastico del titanio.
Da questo concetto dipende direttamente la scelta di costruire l’impianto di tipo L in Titanio grado 4. Si è così ottenuta maggior resistenza ai fattori negativi che intervengono al momento di una deformazione indotta dai carichi . Vediamo ora come reagisce un solido , (impianto, che ha contratto un vincolo (osteointegrazione) con il distretto anatomico osseo. Applicando una forza occlusale si dice “Carico critico Euleriano” quella forza di compressione il cui valore porta indefinitamente ad inflessione il solido snello su cui agisce, generando instabilità a carico di punta.

 impianti dentali, protesi fissa, protesi dentale, impianti a vite, ortodonzia, intarsi in ceramica, implantologia a carico immediato
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Quindi tanto più un impianto è deformabile tanto più è sensibile a questo fenomeno. Questo non va considerato unicamente come deformazione geometrica ma anche come uno scarico vettoriale delle forze che variano lo stato tensionale di partenza portando al tipico riassorbimento conoide.
Abbiamo già detto che il carico critico produce instabilità di punta che induce le modificazioni dell’osso descritte clinicamente.
Le tensioni che si concentrano criticamente sulla sezione di passaggio intracorticale e sull’apice dell’impianto portano l’osso a reagire in senso catabolico nel momento in cui raggiungono valori e direzioni non tollerabili. La presso flessione è la maggiore responsabile di questo alterato stato tensionale.
Definiamo quindi la instabilità a carico di punta.

Carico di punta

Il carico di punta è una sollecitazione di compressione applicata alla testa di un’asta,
ad esempio un pilastro o trave incastrata ad un estremo ed incernierata nell’altro caratterizzati da notevole snellezza (rapporto tra lunghezza fratto diametro).
Il fenomeno dell’ instabilità a carico di punta, detta anche instabilità euleriana o instabilità a carico euleriano, è da evitare con grande accortezza, poiché disastroso.
Per cautelarsi da questo fenomeno, occorre prevedere correttamente i carichi di progetto e le azioni sollecitanti, modificando i parametri del progetto. Ad esempio:
• riducendo la compressione;
• cercando di diminuire l’eccentricità del carico;
• aumentando l’area della sezione;
• riducendo la lunghezza dell’oggetto;
• aggiungendo vincoli con altre aste vicine
• riducendo la lunghezza libera di inflessione della trave

CONCLUSIONI

Appare evidente che il nostro sistema impiantare complesso porta le sub-unita unità funzionali (impianto più barra) a reagire in modo totalmente diverso dai singoli impianti Rootform considerati come tali. Vedremo nel capitolo successivo come sia possibile attraverso moderne metodologie riscontrare la corrispondenza ai principi sovra enunciati. La possibilità attraverso il metodo di calcolo degli elementi finiti di rilevare lo stato tensionale delle strutture esaminate ci consente di apprezzare non solo la differenza ma anche la superiorità di comportamento delle strutture solidarizzate nel breve ma anche nel lungo termine.