Diagnosi diretta – Scintigrafia

DIAGNOSTICA NUCLEARE

  • Scintigrafia con 99mTc
  • Scintigrafia con 99mTc-HMPAO (Hexamethylpropylene amine oxime), leucociti marcati in caso di sospetto di sepsi.

La scintigrafia infatti permette una valutazione dell’equilibrio metabolico. Un impianto fisiointegrato non induce captazione, al contrario di uno che scarica tensioni che inducono al catabolismo.

La scintigrafia ossea è un esame che ci permette una valutazione del comportamento metabolico non solo del tessuto osseo ma anche delle altre strutture che stanno intorno all’impianto.

Nella fig. 5-1 possiamo osservare una protesi d’anca ben funzionante. Lo dimostra il fatto che intorno alla protesi inserita a destra non vi sono zone di captazione, quindi presenza di tessuti perimplantari in equilibrio metabolico. Sono altresì presenti zone di captazione in epiteli di barriera come ad esempio la vescica che costituiscono i cosiddetti falsi positivi espressione di un iper vascolarizzazione fisiologica.

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La grande sensibilità dell’esame, quindi ci permette di valutare il comportamento non solo del tessuto osseo , ma anche di tutte le strutture parodontali. Questo ci consente di eliminare i dubbi che potrebbero sorgere al mantenimento permanente in situ della barra.

Nella fig. 5-6 , invece, è possibile osservare la grande area di iper-captazione dovuta al fallimento di protesi d’anca.

Esaminando la fig. 5-7 e 5-8 possiamo rilevare la captazione a livello dell ‘ATM di dx, segno di artropatia.

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L’esame ha confermato il dubbio diagnostico.

Ma fatto ben più rilevante, è l’assoluto silenzio rilevato a livello dei mascellari.

 

Nella fig. 06 viene riportata l’immagine di un impianto bifasico funzionante e stabile che però presenta il tipico cono di riassorbimento pericervicale. E’ evidente la zona di ipercaptazione che sta ad indicare prevalenza di catabolismo.

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Appare evidente che questa lesione anatomica definita fisiologica, in realtà non è da considerare come tale. Infatti è destinata ad approfondirsi con un andamento non lineare, ma con progressione sempre più veloce all’aumentare del braccio di leva.

E’ stato effettuato uno studio su un campione di 15 pazienti per tipologia, che ha dimostrato l’assenza di coni di riassorbimento a medio e a lungo termine intorno agli impianti solidarizzati.

Al contrario gli impianti bifasici sono soggetti a questo tipo di lesione. Anche se asintomatici, quella lesione porta alla perdita degli elementi in un tempo dipendente dalle caratteristiche di base dell’osso ed alle condizioni di carico.

I dati confermano quelli ottenuti con il calcolo mediante il sistema degli elementi finiti.